Il diario del colonnello / Curiosità

Operazione Dynamo: il miracolo creato dall'uomo

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La flotta è salpata il 26 maggioth, 1940, mentre attraversava la Manica in direzione della città francese di Dunkerque. Non era guidata da alcun ammiraglio, ma orientata dal fumo e dalle fiamme che si levavano proprio sopra Dunkerque. La sua missione era quella di salvare migliaia di soldati francesi, belgi e britannici, messi alle strette, da un destino tragico per mano di Hitler e del suo esercito. L’armata era composta da sloop, traghetti, pescherecci e chi più ne ha più ne metta, comandati da chiunque, da un banchiere a un impiegato. Questa fu l’Operazione Dynamo.

Torna indietro di qualche giorno al 21 maggiostNel 1940, i tedeschi hanno intrappolato la British Expeditionary Force (BEF), tre armate francesi e i resti delle forze belghe lungo la costa settentrionale della Francia. Le forze alleate hanno concluso che la mossa migliore sarebbe stata quella di ritirarsi a Dunkerque, il luogo più vicino con buone strutture portuali, e attraversare la Manica verso l'Inghilterra. I tedeschi, però, si stavano avvicinando e il successo della missione non era promettente. Gli Alleati speravano di evacuare 45.000 soldati, presumendo di riuscire a raggiungere Dunkerque per primi.

Navi civili "piccole" che raccolgono i soldati

In quella che in seguito sarebbe stata considerata una delle sue decisioni più gravi, Hitler approvò un ordine di sospensione il 24 maggiothLe truppe tedesche, infatti, temevano che il terreno paludoso di Dunkerque avrebbe danneggiato i carri armati tedeschi. Le truppe tedesche interruppero l'inseguimento degli Alleati, concedendo loro un tempo prezioso per raggiungere Dunkerque. Così i soldati attesero i soccorsi, affollando le coste in modo così massiccio da apparire neri a chiunque li vedesse, da terra, dal mare o dall'aria.

La spiaggia nera era facilmente individuabile dall'alto e i tedeschi continuarono la loro avanzata. Le probabilità di successo dell'Operazione Dynamo erano scarse.

La notizia dei problemi del soldato arriva in Inghilterra. 26 maggioth è stata dichiarata giornata nazionale di preghiera; l'arcivescovo di Canterbury ha guidato le preghiere nell'abbazia di Westminster per i "soldati in grave pericolo in Francia". Simili funzioni si tennero in tutto il Regno Unito. Pur non conoscendo il grado di pericolo in cui si trovavano le truppe alleate, i cittadini capirono cosa rappresentavano queste funzioni e la gravità della situazione. Quando il Primo Ministro britannico Winston Churchill ordinò l'inizio dell'Operazione Dynamo alle 19:00 del 26 maggio, il popolo britannico si sentì in pericolo.th, circa 28.000 uomini erano già stati rimpatriati.

Mentre la prima ondata di navi di soccorso si dirigeva verso Dunkerque, dovette fare i conti con la dura realtà della guerra, senza che i bombardieri e i caccia tedeschi che sorvolavano la zona concedessero alcuna tregua. Man mano che si avvicinavano alla costa, il rumore degli spari e delle bombe che cadevano avvolgeva ogni imbarcazione, dai cacciatorpediniere agli yacht.

 

"Già prima che facesse completamente buio avevamo captato il bagliore delle fiamme di Dunkerque, e ora, man mano che ci avvicinavamo, la navigazione migliorava, perché potevamo governare vicino ad esse e vedere le sagome di altre navi, di imbarcazioni che tornavano a casa già cariche e di ombre basse e scure che potevano essere motosiluranti nemiche".
 -Arthur D. Divine, civile di una barca di salvataggio

Bruciare le petroliere

 

L'obiettivo della missione era quello di evacuare, secondo le stime ottimistiche, 45.000 soldati in due giorni. Nel suo primo giorno intero, il 27 maggioth, erano in azione solo un incrociatore, otto cacciatorpediniere e altre 26 imbarcazioni, e furono tratti in salvo solo 7.669 uomini. Tuttavia, in seguito a una richiesta di soccorso d’emergenza, entro il 31 maggio giunsero a Dunkerque quasi 400 piccole imbarcazioni in piùst.

Quando le imbarcazioni raggiunsero la riva, alcuni soldati ebbero la fortuna di raggiungerle dal porto e dai frangiflutti. Non tutti, però, furono così fortunati. Quasi 100.000 soldati furono recuperati dalle spiagge libere, molti dei quali avanzarono a guado fino alle barche di soccorso e ai motoscafi con l’acqua che arrivava loro alle spalle.

 

 

"L'immagine rimarrà sempre nitidamente impressa nella mia memoria: file di uomini che stancamente e sonnolentemente barcollano sulla spiaggia dalle dune ai bassi fondali, cadendo in piccole barche, grandi colonne di uomini spinti in acqua tra gli schizzi di bombe e granate".
-Arthur D. Divine, civile di una barca di salvataggio

 

Entro il 4 giugnoth, nel 1940, quella flotta eterogenea composta da 800 imbarcazioni riuscì a salvare 338.226 soldati, superando in modo incredibile l’obiettivo prefissato di 45.000, soprattutto grazie al puro spirito di cameratismo e al sostegno dei propri compagni d’armi. E sebbene Winston Churchill avesse esortato il Paese a stare “molto attenti a non attribuire a questa liberazione i tratti di una vittoria”, sottolineando che “le guerre non si vincono con le evacuazioni”, l’operazione rappresentò una svolta fondamentale per la Seconda guerra mondiale. Il miracolo di Dunkerque non ebbe nulla a che fare con un intervento divino. Fu frutto della fratellanza e del patriottismo, e di persone comuni che risposero alla chiamata quando i propri connazionali erano in pericolo.

In attesa di evacuare
Salita sulla nave di salvataggio
Dunkerque sotto attacco
L'ultima nave civile
Vista del bombardamento nazista
Filmati tedeschi sull'ultima nave diretta nel Regno Unito
Di nuovo al sicuro sulle coste britanniche
Soldati alleati catturati